D'ispirazione: uomo libera la spiaggia dai rifiuti in plastica, e la rende arte.

Le spiagge inquinate non sono uno spettacolo insolito per Rob Arnold. Come membro di un'organizzazione che ha il compito di mantenere pulite le coste della contea della Cornovaglia (Regno Unito), il 59enne inglese sa quanti rifiuti possono radunarsi in queste aree. 

Ma è stato un evento capitato un venerdì dello scorso maggio a colpire Rob: l'uomo si trovava in spiaggia per una passeggiata, quando qualcosa lo ha colpito. "Sono abituato a vedere resti sulla spiaggia; d'altronde mi occupo di quest'attività da quattro anni. Ma stavolta è stato un vero shock. È stato incredibile!", ha raccontato l'uomo. 

Agli occhi di Rob, la Tregantle Beach, nelle vicinanze di Plymouth, appariva come una distesa di rifiuti di plastica di ogni tipo, colore e dimensioni. 

"Ho percepito che le cose erano andate troppo oltre, e che forse era troppo tardi per pulire. Ma ho pensato che potessimo comunque provare. Era come se l'oceano avesse vomitato fuori la spazzatura e avesse voluto radunare tutto per noi sulla spiaggia. A quel punto, ho sentito il dovere di trovare una 'collocazione' a tutto questo". 

La dispersione dei rifiuti in plastica è uno dei più grandi problemi ambientali del nostro tempo. Secondo un rapporto delle Nazioni Unite, ogni anno 6,4 milioni di tonnellate di rifiuti in plastica è rilasciato negli oceani. Nell'Oceano Pacifico si sono addirittura formate delle isole dai rifiuti in plastica. In particolare, pare che i resti inferiori ad una grandezza di 5mm siano entrati a far parte della catena alimentare di pesci e uccelli. 

La plastica è entrata a far parte del mondo naturale in modo così determinante, da aver generato un tipo di roccia chiamato "agglomerato in plastica", un misto di plastica, roccia vulcanica, frammenti di corallo e granelli di sabbia. 

Rob si impegna in queste attività, da quando un tempo ha visto in un film come un albatros fosse morto dopo aver ingerito della plastica. Così, quello stesso giorno, dopo aver visto questo "spettacolo", ha messo insieme una squadra di volontari, per ripulire la spiaggia dai rifiuti in plastica. Il risultato: 35 sacchi di immondizia sono stati raccolti. 

Ma la semplice pulizia non è stata sufficiente. Dopo aver raccolto tutto, infatti, si è dovuto separare la plastica dalla sabbia, e da altra immondizia. Si è cercato di lavare e ripulire i resti - nonostante ciò, dopo la prima operazione di pulizia, rimanevano ancora 28 sacchi da smistare. 

E così, Rob ha dato una collocazione tutta particolare a questi oggetti, dando vita ad una mostra dal titolo "L'Età della Plastica". Con questa esposizione interessante ed originalissima, Rob vuole mostrare al mondo le dimensioni impressionanti dell'inquinamento della plastica e l'assurdità di questo ignobile fenomeno. 

Tra i "tesori" di questa mostra, si ritrovano i bulloni di fissaggio per pannelli isolanti di navi da guerra: non a caso, vicino alla spiaggia di Trengantle si trova un cantiere navale. 

Inoltre, Rob ha trovato molti soldatini in plastica...

...e anche un sacco di accessori per fucili da caccia.

Inoltre, Rob ha ritrovato, e collezionato, una quantità impressionante di Lego. È stato stimato che, quasi sicuramente, debba trattarsi dei resti di una nave container affondata in mare nel 1997.

Pare che, in virtù di questa nave container affondata, diverse coste siano state invase dai Lego; tra queste: costa sud-ovest dell'Inghilterra, ma anche dell'Irlanda, del Texas e dell'Australia. Il solo Rob ha raccolto 240 esemplari di queste piccole pinne. 

Con questo progetto, Rob spera che la consapevolezza delle persone possa aumentare, e che in molti siano incoraggiati a rivedere le proprie azioni e i propri comportamenti. E anche se si tratta di una grande fatica, Rob continua a rimanere ottimista. "Ripulire mi mette di buon umore", ha affermato, "nonostante a volte sembra che la situazione stia peggiorando di anno in anno". 

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