4 cose che non sapete sulla lista degli ingredienti.

Di questi tempi, siamo tutti più attenti nella scelta di quello che mangiamo e dei prodotti che acquistiamo. Spesso consultiamo le etichette che riportano gli ingredienti e la composizione dei cibi. E le scoperte che si possono fare durante questa operazione possono essere anche scioccanti. Alcuni studi hanno messo in evidenza come alcuni degli additivi più diffusi negli alimenti siano in parte causa di Parkinson, Alzheimer e cancro al colon.

 

Come fare quindi ad evitare certi rischi? Ecco alcuni suggerimenti che vi aiuteranno a capire cosa state per mangiare.  

1. Il codice degli additivi 

Non esiste ancora un codice mondiale per la lista degli additivi, ma il cosiddetto "E code" utilizzato in Europa si sta facendo strada anche in altri Paesi, come per esempio gli Stati Uniti. Viene utilizzato per indicare tutti gli ingredienti non naturali contenuti nei cibi e nei prodotti industriali. Ci sono tuttavia delle eccezioni, come l'E330 o acido citrico che è un conservante naturale che si trova nel succo di limone. Dal momento che risulta molto efficace, viene spesso utilizzato dall'industria alimentare, il che ha anche significato una conseguente produzione di massa dell'elemento. 

pin

Ma E330 a parte, a cosa altro dovremmo stare attenti?

Da E100 a E199: coloranti alimentari

Da E200 a E299: conservanti

Da E300 a E399: antiossidanti e correttori di acidità (allungano la vita dei prodotti sugli scaffali)

Da E400 a E499: emulsionanti, addensanti e stabilizzanti

E420, E421 e da E950 a E967: dolcificanti (come per esempio l'aspartame)

pin

2. E171, uno scandalo della portata di quello sull'amianto?

Tra tutti gli additivi, uno da tenere sotto controllo, insieme ad aspartame, nitrati e solfiti è l'E171. Viene utilizzato nelle gomme da masticare, il dentifricio, alcuni tipi di caramelle, cioccolate e pasta pronta.

Louis eet zijn eerste verloren brood

L'E171, conosciuto anche come biossido di titanio (TiO2), viene utilizzato per colorare i prodotti di bianco e per rendere in generale i colori più brillanti, come per esempio le caramelle. Si trova anche nelle vernici e nelle creme solari. 

Uno studio francese (di cui potete leggere i principali risultati qui in lingua inglese) pubblicato all'inizio di quest'anno ha evidenziato che il consumo di biossido di titanio contenuto nell'acqua aveva causato la crescita di cellule precancerose nel 40% dei topi utilizzati nell'esperimento. Non si tratta di tumori maligni, ma i soggetti potrebbero sviluppare il cancro. Le ricerche proseguono al momento, per capire quali sarebbero gli effetti sugli esseri umani.

Sono inoltre in corso accertamenti sul fatto che le nanoparticelle di biossido di titanio - più piccole di un globulo rosso - possono accumularsi nel nostro corpo e contribuire all'insorgere di malattie come Parkinson, Alzheimer o cancro al colon.

pin

Ci sono inoltre preoccupazioni per i bambini, che pare sarebbero esposti a un rischio più alto rispetto agli adulti, dal momento che consumano più prodotti in cui è contenuto il biossido di titanio, come caramelle e cioccolate.

2011-07-13_11-17-50_2

3. E la legge cosa dice?

Come si pronuncia la legge in questo senso?

L'etichettatura dei cibi è obbligatoria, per ragioni di salute, per cui vanno sempre riportatai l'origine del prodotto, la data di scadenza, i consigli d'uso, il peso netto, la lista degli ingredienti... La stessa cosa non si applica però ai prodotti freschi (come frutta, verdura e prodotti caseari). 

 4. L'ordine degli ingredienti

Sull'etichetta, gli ingredienti vengono riportati in ordine di quantità decrescente. Controllare quindi quanto riportato sulla confezione è buona norma, considerando anche il fatto che un prodotto industriale con più di 5 elementi contiene con alta probabilità qualcosa che potrebbe essere nocivo alla nostra salute. Un'altra buona norma è quella di evitare i cibi in scatola e già pronti; prepararli da sé richiederà anche più tempo, ma si può avere un controllo maggiore sugli ingredienti utilizzati. 

 

Ma se gli additivi verrano a breve dismessi dall'industria alimentare, non si può dire la stessa cosa degli OGM (Organismi Geneticamente Modificati). Esiste una normativa europea al riguardo che l'Italia in quanto Stato membro ha recepito, anche se la coltura di organismi geneticamente modificati nel nostro Paese è stata fortemente osteggiata da diversi governi.

Come avrete capito si tratta di una materia molto intricata, in questo articolo vi abbiamo proposto qualche spunto di riflessione e alcuni elementi su cui fare attenzione ma il nostro consiglio è quello di rimanere sempre aggiornati. 

Commenti

Scelti per voi